Originale rassegna allestita dai missionari saveriani. Il ricavato servirà a finanziare il Centro giovani di Kamege
Dal Congo al Messico: tanti modi diversi per celebrare la Natività
Il presepe, simbolo per eccellenza della cristianità, non è un patrimonio riservato ai fedeli europei. Lo dimostrerà, in esclusiva per i piacentini che visiteranno i mercatini di Natale delle organizzazioni di volontariato presenti in piazza Cavalli, la rassegna di presepi allestita dai missionari saveriani dello Stradone Farnese.
Si apre quindi, per i visitatori del centro storico parato a festa, una finestra sul Congo, Burundi, Madagascar, Messico ma anche sull'Italia, con suggestive immagini (tutte rigorosamente fatte a mano) che celebrano la venuta al mondo del Cristo strizzando l'occhio alla cultura, agli usi e ai materiali tipici dei luoghi da cui i presepi provengono. Da Goma, in Congo, la più autentica traccia d'Africa passa attraverso le foglie di banana, intrecciate ed arrotolate ad arte per creare una splendida capanna e tutti i protagonisti della notte di Betlemme. Essenziale e suggestivo, il fascino di questo presepe si gioca tutto sull'alternanza tra il lato chiaro e quello scuro delle foglie, dipingendo i volti della famiglia di Gesù e dei re magi con lo stesso colore della pelle che contraddistingue tutte le popolazioni del continente nero. Volti neri anche per le bamboline di stoffa che vanno a costituire un'altra rappresentazione proveniente da Goma: per Maria, invece dei tradizionali panneggi dai colori pastello della tradizione occidentale, sgargianti e coloratissimi abiti realizzati con ritagli dei tessuti degli abiti femminili del Congo.
Di legno scuro, con tratti essenziali appena accennati, sono invece i personaggi provenienti dal Burundi, posti vicino ad un trionfo di particolari e di lavorazione (che risente senza dubbio di influssi orientaleggianti) in una rappresentazione della Sacra Famiglia proveniente dal Madagascar. Dallo stesso Paese anche l'immagine più sobria e semplice della maternità, con una Madonna in legno chiaro scolpita con in braccio un bambino, che si erge solitaria accanto ad una palma stilizzata, simbolo della libertà. Splendidi anche i ritratti lignei di Gesù e dei suoi genitori con forme geometriche (una luna e una capanna appena accennata) a fare da cornice, realizzati in Italia su progetto proveniente dal Burundi. La Tanzania, in questa rassegna africana, è invece rappresentata da un bassorilievo in legno scuro, che fa da contraltare ad alcune splendenti e dorate icone realizzate in Italia secondo una tecnica russa. Con raffinati particolari in oro sono dipinte anche le statuine provenienti dal Messico, dove i personaggi della natività hanno vesti ornate con cactus, lama e altri particolari della tradizione centro-americana. Bianchi come angeli, questi Gesù, Maria e Giuseppe in ceramica sono caratterizzati da corone di spilloni aurei che raffigurano, probabilmente, le aureole della tradizione europea.
Le offerte raccolte grazie alla vendita di questi originalissimi presepi - spiegano i missionari saveriani - serviranno a finanziare «un sogno», il Centro giovani Kamenge, un laboratorio di pace (come l'ha definito Mandela) per tutta l'Africa.
Silvia Barbieri