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Ukugenda igihûtihûti síko gushika amahóro (Andare in fretta non è un buon metodo per arrivare in pace)

Per te

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Pensieri per dona

 

L’incontro con Dona insieme a tutti gli alunni della Scuola Primaria di S. Antonio è avvenuto nel 2007.

Dona ha portato a tutti noi, grandi e piccoli, l’essenza più vera dell’umanità. Attraverso il suo modo di fare semplice e diretto, il suo sorriso, la sua attenzione ed  ascolto verso l’altro, chiunque sia, ha fatto comprendere i valori importanti della vita, quei valori che vanno direttamente al cuore e lo scaldano del calore della condivisione, solidarietà, fratellanza, della giustizia sociale e libertà.

Raccontando la sua esperienza di vita in Burundi, Dona ci ha fatto riscoprire con giochi semplici, dove, attraverso  le mani che si tengono strette, si comunicano le emozioni dei sentimenti veri: l’amicizia,  il valore di essere insieme nella ricchezza delle diversità, la gioia dell’allegria tutti uniti.

Nell’incontro con Dona abbiamo respirato aria nuova seppur antica: il sorriso dei  bambini, il dividere il pane insieme alle fatiche del lavoro ma anche la condivisione dei canti, dei giochi tutti insieme.

Di Lei restano le Sue Poesie: frammenti di umanità vera, che danno dignità alla persona e che aiutano, ciascuno di noi, a camminare verso il Bene per realizzare un mondo migliore.

Giovanna

Nel 2007 era giunta in Italia per partecipare al meeting di Assisi quale ambasciatrice di pace nel mondo. Da li é arrivata a Piacenza per incontrare il gruppo che collabora con padre Claudio e presentare in diverse scuole il CENTRE  JEUNES KAMENGE di Bujumbura e la sua attività.
Io le facevo da interprete e l'ho accompagnata  alle scuole elementari di Sant'Antonio, in Sant’Eufemia, alla scuola media "I.Calvino", al liceo artistico "Cassinari" e persino in una scuola elementare di Genova.

Parlava in francese, ma stabiliva un immediato contatto con tutti: gratificava e divertiva i piccoli terminando l'incontro con allegre canzoncine africane e carpiva l'attenzione dei più grandi che, incuriositi, le ponevano numerose domande. Nei pochi giorni che è rimasta con noi, ha fronteggiato tutti gli impegni (numerosi) che il gruppo aveva preparato per lei, con una disponibilità totale, mantenendo inalterato il suo sorriso dolce e benevolente.

Un giorno, durante un intervallo/ pranzo fra un incontro e l'altro, l'ho portata a casa mia e le ho fatto assaggiare i nostri tortelli di ricotta al burro e salvia; anche lei, come molti, li ha trovati eccellenti. Eravamo sole, nella mia cucina, e ci siamo messe a parlare dei nostri problemi di donne come fossimo amiche da sempre. Conservo un suo dono e ogni tanto mi accade di accarezzarlo quasi a voler estrarre l'energia positiva che Dona emanava. Il ricordo di lei mi fa guardare il mondo con più ottimismo.

Ornella

Camminando un po' ciondolante (nell'ultimo periodo un po' piegata) Dona procedeva inarrestabile, nei suoi lunghi vestiti colorati. Con un sorriso appena accennato ti guardava e scambiava qualche parola, solo ogni tanto. Non era una grande chiacchierona, però non risparmiava i sorrisi, di quelli belli e veri, che non hanno bisogno di parole. Direi che erano di quelli che si chiamano "sorrisi d'intesa".
Due estati fa, un mercoledì caldo, appena dopo pranzo, verso le 12,40, tutto era pronto. Le valigie e lo zaino erano in corridoio, a sinistra guardando la porta della barza (come viene chiamata qui la veranda). Gli amici erano lì tutti attorno, saluti e abbracci, soliti convenevoli occidentali che qui si trasformano in veri e calorosi rapporti fisici. Tutto era pronto, potevo partire per tornare in Italia. Pure io, almeno all'apparenza, ero pronto per lasciare ancora una volta il Centre Jeunes Kamenge, dopo un mese di mattoni. E continuavo a ripetere a tutti quelli che mi chiedevano se sarei tornato ancora l'estate successiva che "bisogna partire per ritornare". Ai tanti amici che lì si lasciavano, con la speranza, chissà, di vederli l'anno dopo, al mio ritorno, dicevo che dopo tutto non eravamo così lontani, che la grande famiglia del Centro è sempre unita e forte anche se fisicamente le distanze tra i suoi componenti ci dicono il contrario.
Appena prima di partire Dona mi aveva bloccato, proprio mentre salivo sull'Hilux pronto per dirigermi all'aeroporto. Era sbucata fuori dalla barza ed era venuta verso la macchina. Mi aveva bloccato con un semplice "Robert", uno sguardo e un gesto. Con questa unica parola mi aveva fermato appena in tempo per darmi una cosa, anzi per farmi capire di aspettare che doveva darmi una cosa, un pensiero. Era corsa di là, dentro al bureau ed era tornata poco dopo con un bracciale. Per me. Solo per me. Un bracciale di quelli semplici del mercato. Nero, intrecciato, con tre perline centrali verde-gialla-rossa, e due più piccole gialla e rossa da passanti per la chiusura. E questo bracciale è qui con me anche ora che scrivo, non lo indosso, non lo posso più indossare, perché una volta partito per l'Italia, dopo un anno d'Italia, tornato l'estate scorsa in Burundi, si è rotto. Il bracciale è partito dal Burundi due estati fa, è tornato funzionante in Burundi l'estate scorsa, e solo lì, come a voler significare che sarebbe stata l'ultima estate per questo rapporto vivo tra me e Dona, da lui simboleggiato, si è rotto.
Con queste brevi righe voglio ricordare Dona, che il 6 gennaio ci ha lasciato. Ha lasciato la nostra famiglia. Una famiglia grande, che conta 37.771 persone. Che domenica l'hanno ricordata al Centro con una grande messa.
Dona era sempre avanti, andava sempre avanti, perché c'era sempre qualcosa che doveva sistemare o gestire. Scompariva dietro la porta del Bureau des Associations, dove si occupava non solo delle associazioni con le quali il Centro collabora (oltre 460 nei Quartieri Nord), ma anche di corsi di taglio e cucito, dattilografia, francese, corale del Centro, gruppi donne per la pace, che lei stessa aveva fondato. Non la vedevi a pranzo o a cena, però era sempre là al Centro, o a controllare il lavoro delle donne della cucina durante i Campi di Lavoro e Formazione estivi, o a seguire il lavoro delle associazioni dei quartieri, o a scrivere qualche poesia, o a riposarsi qualche minuto su una sedia bianca fuori dalla barza, ma solo qualche minuto. Era a volte una presenza, perché non la vedevi ma da qualche parte c'era.
Non era sempre facile capire cosa facesse, ma era lì. Da un certo punto di vista era parte del Centro, come un mattone sul quale puoi sempre contare, che fa parte di quelle colonne rosse che sorreggono le fatiche del Centro. Uno di quei mattoni così comuni, ma così preziosi perché dentro diversi. E ora più che mai Dona potrai darci una mano a sostenere il Centro, dovrai continuare a essere con noi. Da lassù potrai lanciare una fune, agganciare il Centro e tenerlo un po' sollevato, così che il suo peso non sia tutto sulle spalle di Padre Claudio e di chi gli dà una mano. Ma soprattutto cerca di mettere una buona parola con chi sai tu per i tanti giovani del Centro, dei Quartieri Nord, di Bujumbura, del Burundi e dell'Africa, perché per loro la vita possa riservargli tutto ciò che è giusto che gli sia riservato. Fai in modo che tutti in questo stramaledetto mondo possano avere una vita degna di essere vissuta.
Dona ci hai lasciato. Con i tuoi pregi e i tuoi difetti. Ma certamente sempre Dona, dono di umanità e sensibilità al Burundi.
Ciao Dona. Un tuo amico

Roby

 

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Comunicato stampa

Dona Mabonge è morta venerdì 6 gennaio mattina, a Bukavu, Congo.

Era la nostra animatrice dei primi giorni. Aveva inventato delle attività come, taglio e cucito, dattilografia, francese, la corale del Centro, il progetto Bureau des Associations,  i gruppi delle donne per la pace...

Durante la guerra abitava al Centro come Jérôme. Per questo il Centro non ha mai chiuso. Ci ha insegnato la pazienza, la fermezza nelle scelte, i contatti con le Associazioni e i Quartieri.

Era anche una poetessa. Abbiamo stampato nel 1999 un libro di sue poesie intitolato "Tu" Rumori di pace dal Burundi.

Gli ultimi cinque mesi li ha vissuti nella malattia e nella sofferenza e poi, negli ultimi giorni è partita per Bukavu per riavvicinarsi alla sua famiglia naturale.

E’ stata sepolta a Uvira, il 7 mattino. Il Centro ha celebrato un Eucaristia, l’8 gennaio, in ricordo. Aveva 48 anni e voleva tanto vivere!

Per il Centro aveva anche viaggiato: Italia, Svizzera, Sud Africa, Congo... Ora ha raggiunto i 282 giovani del Centro partiti per formare il Centre Jeunes del Cielo.

Scriveva:

"Sedersi e parlare per condividere le gioie, condividere le pene.

Sedersi e parlare per ascoltare e trasmettere, risolvere le difficoltà.

Sedersi e parlare per capire gli altri, promuovere la giustizia, la verità, la pace la libertà.

Sedersi e parlare per esprimere l’amicizia, approfondire la fraternità, unirsi l’uno a l’altro.

Sedersi e parlare per vivere insieme."

Dona continuiamo insieme la difficile strada per migliorare il mondo.

Siamo in 37.771. Ciao Dona.

Centre Jeunes Kamenge

Bujumbura-Burundi, 09/01/2012

 

Agli amici del C.J.K.

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Anche quest'anno, all’interno del Progetto Kamlalaf, organizzato dal Comune di Piacenza, alcuni giovani piacentini parteciperanno a uno dei cinque “Campi di lavoro e formazione” organizzati dal Centre nei Quartieri Nord di Bujumbura (Burundi). Ad ogni campo inoltre parteciperanno gratuitamente circa 450 giovani burundesi.

Questi campi hanno un duplice scopo:

1.  estremamente concreto: preparare i mattoni per la ricostruzione della casa di circa 300 famiglie socialmente vulnerabili, alle quali la guerra l’aveva distrutta,

2.     formativo: far riscoprire ai giovani burundesi la propria identità di essere umano e di cittadino del Burundi e la gioia della condivisione.

A riconoscimento del loro impegno i giovani partecipanti otterranno ogni giorno la colazione (tè e pane), il pasto di mezzogiorno (riso e fagioli), incontri di formazione nel pomeriggio e, al termine del campo, un sacchetto di materiale scolastico.

La spesa che il Centre dovrà affrontare sarà come ogni anno notevole (450 per cinque Campi, sono 2250 ragazzi/e che parteciperanno), sicuramente, con la crisi mondiale ancora in atto, maggiore di quella affrontata l’anno precedente.

 

Chiediamo perciò a tutti gli amici del Centre Jeunes Kamenge di aiutare, con buona volontà, Padre Claudio Marano, direttore del Centre, ad accogliere quei giovani e a preparare quei sacchetti. Come si vede dal prospetto seguente, non sono necessarie grandi cifre.

Daniela

 

Costo di un giovane per i campi di lavoro

Spese per un campo di lavoro (12 giorni) per ogni giovane partecipante

Spese per alimentazione: pane e the zuccherato per la colazione; riso, fagioli, verdure varie, carne e una bibita (una volta alla settimana) per il pranzo

 

6,30

Spese per il funzionamento (materiali di uso quotidiano):

·       spese organizzative, spese ufficio, fotocopie, acqua, luce, telefono;

·       attrezzi e materiali per la cucina; legna da bruciare per cucinare,

·       necessario per le docce giornaliere dei partecipanti ai campi di lavoro)

 

 

1,10

 

1,10

 

1,20

Spesa totale

9.70

Spese per materiali vari:

·   fascicoli per le formazioni da distribuire ai giovani su AIDS e Non-Violenza;

 

·    sacchetto di materiale scolastico di fine Campo di lavoro con 10 quaderni, 2 biro, 1 compasso, una matita, una gomma, un temperino, dei colori

 

1,70

 

6,20

SPESA FINALE PER OGNI PARTECIPANTE

17,60

Per chi volesse fare un'offerta:

- con bonifico (detraibile nella dichiarazione dei redditi del prossimo anno): BANCA DI PIACENZA Agenzia n. 2 Cod. IBAN : IT 15 O 05156 12619 CC0190012315

-oppure direttamente contattando l'Associazione via mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) o telefonando ai numeri 0523/335764 o 3405718146.

Grazie a tutti!!

 

 

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AVVISO

In questi giorni, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono stati pubblicati i dati della raccolta del 5 per mille, relativi al 2009:

-il Gruppo Kamenge Piacenza è stato scelto da 128 contribuenti, per una somma di 3608,41 €-

E’ il terzo anno in cui il gruppo ha aderito alla campagna del 5 per mille e i numeri sono in crescendo:

2007: scelte 54, somma 1705,19 €;

2008 scelte 131, somma 3399,84€.

Si nota un buon aumento, evidentemente il merito non è solo nostro, ma di tutti coloro che si  impegnano per far conoscere la nostra proposta.

Invitando a perseverare nell’impegno per il 2011, ci permettiamo di fare alcune raccomandazioni a chi desiderasse ancora aiutarci:

1.      ricordare a tutti che il 5 per mille è a costo zero, nel senso che chi lo sottoscrive non deve sborsare un solo centesimo;

2.      rispettare la volontà delle persone contattate: se sono orientate a devolvere il 5 per mille ad altre Associazioni di Volontariato lo facciano liberamente.

3.      ricordare che  noi usiamo interamente la somma del 5 per mille per finanziare iniziative relative al Centre Jeunes Kamenge di Bujumbura, Burundi

GRAZIE A TUTTI!

 

Dal Centre Jeunes Kamenge, Bujumbura, Burundi

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Dal Centre Jeunes Kamenge, Bujumbura, Burundi:

Ecco un altro sito aperto per parlare del Centro. È una cosa magnifica.
In un mondo dove tutto funziona al rovescio e dove la carità e l’aiuto agli altri è presentato come mammismo o paternalismo, ecco una mondializzazione positiva.
In Africa, e precisamente in Burundi, c’è un Centro che da 17 anni lavora per la pace. In un paese dove tutto è guerra, distruzione, aiuti, ingiustizie, organizzazioni internazionali, violenze, morti, c’è anche un “luogo di pace”. È il Centre Jeunes Kamenge. Un luogo dove 29 300 giovani si esercitano alla pace.
Naturalmente tutti sanno che la parola pace porta violenza e morte da parte di quelli che lavorano per la guerra, e porta paura e timore per quelli che vivono in guerra; il lavoro è immenso. Questo sito è per farci allargare il cuore, è per farci conoscere delle cose che funzionano, è per metterci in contatto con gente disposta a farsi ammazzare piuttosto di lasciar perdere un’occasione per vivere insieme.
Questo può allargarci il cuore, anche a noi, uomini e donne del Nord del Mondo, che, ormai sappiamo tutto e non siamo ancora soddisfatti.

Claudio e i 29 300 giovani del Centre Jeunes Kamenge.

(gennaio 2008)

 
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Siamo arrivati a

37.771

giovani iscritti al C.J.K.

al 09 gennaio 2012

 

Come aiutare il CJK

5 X 1000
Occorre una firma nell’apposita sezione di UNO dei seguenti documenti:

  • CUD
  • Modello 730-1 bis
  • Modello Unico

con l’indicazione:
C.F. dell’Associazione:  91083680339
Quanto raccolto sarà destinato al Centre.

Per eventuali offerte

Gruppo Kamenge Piacenza
BANCA DI PIACENZA   Agenzia n. 2  
Cod. IBAN : IT 15 O 05156 12619 CC0190012315

Dettagli...

 

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